Parlamento europeoLa Direttiva UE 2302/2015 – che tra pochi giorni vedrà la trasposizione in D.L da parte del Parlamento – andrà ad apportare notevoli cambiamenti al Codice del Turismo, ancora basato sulle fondamenta della direttiva Comunitaria 314/90, ormai obsoleta.

Uno degli aspetti particolarmente posti sotto l’attenzione del Consiglio d’Europa è stato quello della tutela del consumatore/viaggiatore per il quale si è particolarmente insistito sull’importanza della sua protezione in caso di insolvenza o fallimento dell’impresa turistica. Proprio l’art. 17, nella sua esposizione, chiarisce questo punto ricordando che, qualora l’organizzatore fornisca anche il trasporto aereo, la garanzia dovrà comprendere anche l’obbligo di rimpatriare il turista quando necessario.

Anche le imprese operanti in Paesi diversi da quelli della Comunità Europea, quando vogliano proporre e vendere – con qualsiasi mezzo – i loro prodotti in un qualsiasi Paese membro UE, avranno l’obbligo di fornire una garanzia equivalente alla garanzia richiesta da quello specifico Paese.
Questa decisione della Comunità Europea va a colmare un vuoto che vedeva le imprese turistiche extraeuropee agire senza fornire alcuna protezione al viaggiatore, evitando costi incidenti sui prodotti e danneggiando, in sintesi, l’intero sistema turistico.

Oggi l’obbligo di fornire la garanzia viene considerato uno dei requisiti fondamentali per lo svolgimento dell’attività di agenzia di viaggi e turismo e/o di tour operator. Agli agenti di viaggio ricordiamo che il Fondo di Garanzia “IL SALVAGENTE” istituito sotto l’egida dell’AIAV – Associazione Italiana Agenti di Viaggio è in assoluto il più vantaggioso e sicuro per le piccole/medie imprese della distribuzione.